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Biografia Giacomo Zanella

La vittoria della Luce

Evocare splendore con la bellezza dei versi.

Per gli auguri di Pasqua vogliamo ricordare “Un mattino d’inverno sui Colli Berici” del 1872, prendendo come auspicio i versi del nostro poeta per “spezzare le nebbie” del periodo attuale.
I versi in questione rendono immortale lo splendore degli spettacoli che la natura ci offre, evocando, in pochi semplici versi, tutta una serie di sensazioni che ci coinvolgono profondamente e possono essere di aiuto nel superare
i momenti più oscuri.

Vittorïoso il Sol spezza le nebbie,
Che, sgominate, in lieve
Falange si dileguano
Dietro le selve ancor vacue di neve;
E paiono velate monacelle
Che in lenta fila tornino alle celle.

Laggiù nella pianura escon, dal candido
Mar, palagi e tuguri;
Ritti, come fantasime,
Giganteggian dell’alpe i coni oscuri
In lontananza; e luccica, ad imago
D’argentea benda, appiè de’ boschi, il lago.
 
Tutti gli augelli o valicâr l’oceano
O, nelle grotte occulti,
Il grigio ciel sogguardano;
Tu sol, crollando la brina, a’ virgulti,
Saltelli, o re delle siepi piccino,
E conforti di canto il mio cammino.
 
Picciolo alato, alla natura in lagrime
Fedel solo rimasto!
Cosí le spalle volgere
Suole sovente alla sventura il fasto;
E nel tetto dei ricchi, or senza pane,
Ultimo amico il povero rimane.

“Un mattino d’inverno sui colli Berici” del 1872, in cui Giacomo Zanella
descrive il poggio di Villa Margherita e il sottostante, oggi prosciugato,
piccolo laghetto ad Arcugnano nel vicentino (nota da “Storia e immagini di Villa Santa Margherita dei Berici” di Renzo Carlo Avanzo, 2015).

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